sabato 10 novembre 2007

Lievito di birra essiccato del Lidl

Questo lievito essiccato NON deve essere attivato nell'acqua con lo zucchero prima di versarvi la farina. Ecco la prova che ho fatto.

Di solito preferisco usare il lievito di birra fresco, talmente fresco che è congelato :-)
Infatti lo conservo in congelatore per evitare lo stress dell'approvvigionamento frequente e delle muffette colorate. Quando mi serve lo scortico direttamente sulla farina in modo che si scongeli dolcemente ma velocemente. Andrebbe scongelato mettendolo il giorno prima in frigo, ma come faccio io mi funziona ugualmente e faccio tutto al momento.

Il lievto di birra essiccato è comodissimo, occupa poco spazio e si conserva a lungo. 10 grammi di lievito secco equivalgono a 25 grammi di lievito fresco.

Della serie annotiamo quello che ha funzionato per non ripartire ogni volta da zero, questi sono i risultati ottenuti provando quello del Lidl. L'esito è stato soddisfacente, ma è successa una cosa che non mi aspettavo.

Dovendo fare due pagnotte uguali di pane semplice e volendo provare il lievito secco, ne ho approfittato per un esperimento.

Ho fatto le due pagnotte in parallelo, identiche in tutto fuorchè nella preparazione del lievito: nella prima ho messo tutto in vaschetta e programmato il timer, nella seconda ho seguito il cerimoniale canonico universalmente consigliato per attivare il lievito secco, che a onor del vero non è indicato sulla bustina (clicca sulla foto per ingrandirla).

La ricetta è quella di Arturo, ecco gli ingredienti per ciascuna delle pagnotte:

  • 315 grammi di acqua di rubinetto (se troppo calcarea si può correggere con 5 grammi di succo di limone, o usare acqua oligominerale).
  • 6 grammi di zucchero.
  • 500 grammi di farina di grano duro per panificazione.
  • 12 grammi di sale fino, messo in un angolo della vaschetta.
  • 7 grammi (una bustina) di lievito di birra disidratato del Lidl (marca Cusina, v. foto), equivalente a 17,5 grammi di lievito fresco.
Per la ricetta "metti in vaschetta evvai" (pagnotta di destra), ho messo nella vaschetta l'acqua, la farina, il sale in un angolo, il lievito nell'angolo opposto al sale, lo zucchero in un angolo libero.

Per la ricetta con cerimoniale:
  • Mettere nella vaschetta acqua e zucchero, portarla a 45° sciogliendo lo zucchero, attendere che scenda a 40° (misurati con il termometro da yogurt!), sciogliervi il lievito e attendere che faccia le bollicine (v. foto). Se non appare la schiumetta entro 10-15 minuti, il lievito non è attivo.
  • Aggiungere gli altri ingredienti: farina e sale, anche questa volta in un angolo per scaramanzia :-)
Per entrambe le ricette ho avviato il programma "Francese veloce" (da 2h 30' circa, il n. 2 più la clessidra nella BM3983), peso 1 Kg (mi piace ben cotto). E' il programma che uso con 18 grammi di lievito fresco, per usare il programma "standard" invece di "veloce" conviene ridurre la quantità di lievito.

Nella foto qui sotto, quella a sinistra è la pagnotta "con cerimoniale", mentre quella a destra è la "metti in vaschetta evvai". San Tommaso docet.

4 commenti:

Francesca ha detto...

ottima segnalazione. Io uso sempre il liveito secco che comprio al bio, proprio per i motivi che dici tu: praticissimo da usare, poco ingombro in dipsensa e lunga durata. E in effetti quando faccio il pane con la macchina del pane l'ho sempre usato non attivato, e mi chiedevo se sbagliavo. Ora, grazie a te, ho capito che devo continuare così :-) Buona domenica!

Anonimo ha detto...

Veramente la tua foto della bustina del lidl appoggia il sistema senza attivazione.

Inoltre 40 gradi possono essere troppi: il lievito di birra muore appunto a 40 gradi.
Molto probabilmente, portandolo a 40 (scesi a 39 dopo già 1 minuto o 2) hai sterminato una parte di quei poveri batteri, anziche' stimolarne la propagazione.

Fabrizio ha detto...

Appoggio quanto ha detto Anonimo, riprova a fare la ricetta con acqua a 25 o 30°C, e facci sapere come va!

Anonimo ha detto...

Anonimo, i lieviti non sono batteri, ma lieviti, appunto, cioè miceti.

Secondo me il punto è che la macchina del pane impasta a caldo e dunque i lieviti si erano riprodotti in misura maggiore nella pagnotta impastata automaticamente.