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sabato 29 dicembre 2007

Crema mou vegetale al latte di cocco

Grazie a FrancescaV ho scoperto che il mou si può fare anche con il latte di cocco. E' una delizia unica, specie per chi ha fatto la scelta vegan e per chi è intollerante al lattosio ;-)

Dopo un primo esperimento ho modificato la ricetta perchè mi piace che il mou si senta e non venga sovrastato dal sapore forte del cocco. Oltre che più scuro e più saporito, caramellare parte dello zucchero lo rende meno stucchevole.

Il risultato è un mou al cocco in cui i due sapori sono bilanciati senza che la crema perda l'identità Mou. Viene più scuro di quello di Francesca, e la consistenza è di una crema compatta.

Ecco la ricetta:

  • 400 grammi di latte di cocco (si trova nei china-shop e in alcuni supermercati).
  • 100 grammi di zucchero.
  • 1 grammo di bicarbonato (la punta di un cucchiaino da caffè, serve per addensare la crema senza che si formino grumi a fine cottura, inoltre sembra agevolare la reazione di Maillard).
In un pentolino di acciaio, caramellare due terzi dello zucchero, quindi aggiungere subito il latte di cocco, il resto dello zucchero e il bicarbonato. Il caramello solidifica non appena si aggiunge il latte, poi si scioglie man mano che il latte si riscalda.
Far sobbollire a fuoco basso mescolando di tanto in tanto. Quando comincia ad addensarsi, fare la "prova piattino" come per la marmellata, e quando la goccia non scivola giù sul piattino freddo togliere il mou dal fuoco e invasarlo da caldo.
In frigorifero dura settimane in un barattolo ben chiuso in modo che non prenda odori.

giovedì 27 dicembre 2007

Tartellette Banoffee in pochi minuti

Il Banoffee è un abbinamento conosciuto più all'estero che in Italia. E' delizioso e molto semplice: mou, banane e panna sostenute da una frolla.

Ingredienti per le tartellette di simil-frolla (buone anche da sole!):

  • Biscotti secchi leggeri (tipo Oro Saiwa)
  • Burro
  • Panna montata zuccherata

Ingredienti per la crema mou (che caso, è buona anche da sola!):
  • Crema mou ben scura (es. barattolo di latte condensato zuccherato bollito 30' in pentola a pressione lasciata raffreddare sul davanzale)
  • Panna montata zuccherata

Ingredienti per la copertura (inutile dirlo, anche l'abbinamento della copertura è buono anche da solo!):
  • Banana
  • Panna montata zuccherata

Le dosi sono secondo i gusti dell'artista.

Prima si prepara l'impasto delle tartellette, una pseudo-frolla a freddo, incorporando un po' di burro a temperatura ambiente nei biscotti sbriciolati.


Volendo si può rendere la pseudo-frolla più morbida e delicata aggiungendo un po' di panna.


Poi si prepara la cremina allungando il mou (facendola scura viene molto densa) con della panna.

Una giratina con le fruste aiuta ad amalgamare bene...

Le tartellette, precedentemente formate e messe un quarto d'ora in congelatore, vengono guarnite al momento di servirle, presentandole in vari modi.

domenica 9 dicembre 2007

Tartellette mou e noci

Un'altra opera di mia figlia. Pasta frolla, mou e noci si sposano l'un l'altro a meraviglia, e tutti insieme fanno... un'orgia di sapori squisiti :-)

A parte gli scherzi, per me questo abbinamento è straordinario, uno di quelli che non riesci a dimenticare.

La ricetta è semplicissima: assembla la tua pasta frolla preferita, il tuo mou preferito, le tue noci preferite.

Il mou di questa volta è fatto in pentola a pressione con il latte condensato, 30 minuti di fischio per dargli un sapore deciso, raffreddato velocemente sul davanzale.

Con questa cottura la crema mou viene consistente, per renderla un tantino più fluida basta mescolarla con un po' di latte.

Una volta pronte le frolle si può comporre tutto al momento, ma gli ingredienti consentono di preparare questi dolcetti in anticipo, anche il giorno prima, senza dover sigillare con la gelatina.





Questa ricetta partecipa ad Aspettando natale 2007. In attesa della pubblicazione puoi dare una sbirciatina qui.

martedì 27 novembre 2007

Crema mou in tegame: approfondimenti.

[Nella foto,a partire dall'angolo in alto a sinistra, in senso orario: 1) latte condensato 45' in pentola a pressione raffreddato subito, 2) latte condensato 20' in pentola a pressione raffreddato lentamente, 3) latte di soia in tegame, 4) latte P.S. UHT in tegame]

Alcune ricette originali di Crema Mou (Dulce de Leche, Confiture de Lait, Tofee, ecc.) iniziano caramellando parte dello zucchero, altre no. Ho voluto rendermi conto della differenza, e ne ho fatta una senza caramello finchè c'era ancora un po' della precedente con il caramello. Poi ho fatto le stesse prove paragonando le versioni di latte vaccino e latte condensato.

In questo modo abbiamo potuto valutare quelli che ritengo essere "gli estremi" della ricetta, ovvero quella senza caramello e quella con il 50% dello zucchero caramellato prima di aggiungere il latte ed il rimanente zucchero.

Ho fatto le prove sia con il latte di soia che con il latte vaccino (intero), con risultati analoghi, salvo l'indiscutibile differenza nel sapore.

Per il punto di cottura consiglio di non aspettare che la crema sia troppo densa, meglio fare la "prova piattino" come per la confettura, o levarla non appena comincia ad essere... "bavosa" :-)

Già che c'ero, ho annotato anche i tempi di cottura, che con un tegame di 19 cm di diametro, sono intorno a un'ora per mezzo litro e due ore per un litro di latte.

Per quanto riguarda la dolcezza, la quantità di zucchero del Dulce de Leche originale è di circa 280 g/l, la versione con il latte condensato zuccherato e la Confiture de Lait ne hanno ancora di più. Fatte tutte le prove, io preferisco usare 150 g/l.

La resa è di circa un terzo, come dire che con 1 litro di latte e 150 grammi di zucchero a fine cottura rimangono circa 350-400 grammi di Crema Mou.

sabato 24 novembre 2007

Crema mou di soia: aggiornamento.

Ho provato la ricetta precedente con il latte di soia Valsoia, un po' meno zucchero (150 g/l), niente caramello.

Sia per sapore che per colore viene molto diversa dalla volta scorsa, in cui metà zucchero era caramellato.

Secondo me un po' di caramello ci sta bene, farlo usando metà zucchero è troppo. Senza caramello, la soia si sente un po' troppo per i miei gusti. La prossima volta proverò caramellando il 10-15% di zucchero.

Ecco la ricetta usata questa volta:
  1. Pentola da 19 cm di diametro, a bordo alto.
  2. 1 litro di latte di soia.
  3. 150 grammi di zucchero.
  4. Far sobbollire a fuoco lento per 2 ore. E' da notare che, nella stessa pentola, per mezzo litro di latte basta 1 ora.
  5. All'inizio, finchè il fuoco è forte, fare attenzione al trabocco di schiuma. Poi, una volta abbassato il fuoco, sobbollendo non dovrebbe più dare problemi di trabocco.
  6. Fino a due terzi di cottura la si può lasciare in pace. Quando inizia a cambiare colore, conviene tenerla d'occhio.
  7. Quando ha una consistenza "bavosa" fare la "prova piattino". Non deve addensare troppo.
  8. Invasare subito.
A differenza di altri, Valsoia dichiara di non usare soia OGM, e fra gli ingredienti elenca "aroma naturale":
Quando la spalmi sul pane o sulle gallette di riso soffiato, prova a spolverare sopra la crema un po' di cacao amaro, o di caffè in polvere, oppure orzo tostato, o ancora cannella. Ricordati di farmi sapere qual'è il sapore che più ti è piaciuto, assieme a dosi e livello di cottura/cremosità. Se vuoi, mandami qualche foto, così, per non dimenticare l'assaggio.

Secondo me con la versione caramellata ci sta bene il cacao, mentre il caffè va centellinato altrimenti è troppo amaro. Per la versione senza caramello vale il contrario. Invece la cannella secondo me si abbina divinamente a entrambe le creme.

Una volta scelto il sapore preferito, lo si può aggiungere direttamente in cottura, ricordando di annotare ingredienti e dosi per riuscire a ripeterla... o a correggerla!

giovedì 22 novembre 2007

Crema mou in pentola a pressione: approfondimenti.


Ho fatto una prova comparativa con la Crema Mou fatta con il latte condensato zuccherato in pentola a pressione, per rendermi conto di come la durata del "fischio" e il raffreddamento rapido o lento influiscano sul risultato.

La durata del fischio può andare dai 12-13 minuti ai 45 minuti, con risultati tutti eccellenti, ma sensibilmente diversi.

Con tempi brevi conviene raffreddare lentamente la pentola, altrimenti il latte condensato si trasforma in crema mou solo in prossimità delle pareti della lattina. Tempo fa ho fatto una prova con 15 minuti di fischio e raffreddamento rapido: il mezzo centimetro vicino alle pareti del barattolo era mou, il resto al centro era rimasto latte condensato.

Con 15 minuti di fischio e raffreddamento lento [a sinistra nella foto], come colore, sapore e consistenza ricorda un po' il Dulce de Leche classico.

Con 45 minuti di fischio, tolto il barattolo e raffreddato subito sotto l'acqua corrente [a destra nella foto], viene una crema ugualmente deliziosa, densa, scura, saporita, definibile come "Crema Mou", ma troppo carica per essere un Dulce de Leche. Dalla foto si nota come il raffreddamento veloce abbia bloccato l'avanzamento della cottura al centro: la parte vicina alla parete del barattolo (visibile a destra) è più cotta.

Per chi vuole provare, consiglio di iniziare con 20 minuti e raffreddamento lento (qualche ora), correggendo poi il tiro secondo i propri gusti e l'uso che si va a fare della crema. In ogni caso con questo metodo andrete sul sicuro, ottenendo comunque una crema da... nascondere ;-)

venerdì 16 novembre 2007

Yogurt, muesli e mou

Alla sera, quando mi ricordo, mi faccio un regalo. Metto il muesli nella tazza, e lo copro con abbondante yogurt. Al mattino è pronto: il muesli è insaporito, ammorbidito e rinato, togliendo siero allo yogurt che si è quindi ridotto diventando densissimo.

Semplicemente delizioso.

Sia lo yogurt fatto in casa che il muesli sono così saporiti che coprono il mou. La prossima volta invece che metterlo sullo yogurt, spalmerò il mou sul pane.

giovedì 15 novembre 2007

Crema mou leggera tutta vegetale

Ecco un'ottima crema spalmabile per deliziare le papille di chi preferisce, o è costretto, ad un'alimentazione vegetale e a limitare i grassi.

Si usa come la Nutella, ma non contenendo lattosio nè caseina è indicata a chi è affetto da candida intestinale, intolleranze al lattosio, allergie agli ingredienti del latte di origine animale (comprese tracce di antibiotici, ormoni, farmaci vari, pesticidi, e tutto quello che hanno fatto trangugiare agli animali).

Questa crema mou è un elogio alla semplicità: per farla si usa solo latte di soia (possibilmente BIO) e zucchero (bianco o di canna). Il sapore è ben più che gradevole, anche per gli abituè delle creme classiche. Tanto che ho dovuto nascondere la tazza dal loro campo visivo ;-)

La realizzazione pratica rispecchia una delle tante versioni della ricetta tradizionale del Dulce de Leche o della Confiture de Lait, con le solite modifiche da sperimentatore schizofrenico, altrimenti non mi sarei divertito :-)

Come prima prova ho ottenuto una tazza da circa 180-200 grammi di crema mou molto scura e molto densa, partendo da 500 grammi di latte di soia e 100 grammi di zucchero. Quindi i valori nutrizionali dovrebbero essere all'incirca:

  • KCal: 275 (per 100 grammi di prodotto finito)
  • Carboidrati: 7,5%
  • Proteine: 7,6%
  • Grassi: 2,5%
  • Minerali: 2,25%
  • Fibre: 1,15%
Per la cronaca, le creme più diffuse hanno quasi il doppio delle calorie e fra il 30% e il 40% di grassi, per cui potendone vantare solo il 2,5% possiamo tranquillamente definire la nostra crema come "low-fat".
A mio avviso la pottemmo definire anche ipocalorica, visto che sviluppa quasi metà delle calorie rispetto alle blasonate creme industriali. Oltre a questo, dal punto di vista alimentare la definirei "vantaggiosa", nel senso che se per saziarsi di Nutella ce ne vuole un autotreno, con questa crema mou dopo qualche cucchiaino ci si sente già appagati, e secondo me ci vuole un certo impegno per arrivare a mangiarne 100 grammi (275 Kcal).

Ecco la ricetta, è più lunga da leggere che da fare:
  1. Preparare un tegame dai bordi alti (il latte di soia fà la schiuma e trabocca come quello di mucca!) in cui il latte da usare arrivi al massimo ad un terzo dell'altezza. Io ho usato una antiaderente, ma non dovrebbe attaccarsi comunque.
  2. Se si vuole una crema più scura (come in queste foto), mettere nel tegame parte dello zucchero (fino a metà del totale previsto) con uno o due cucchiai di acqua, e caramellarlo come al solito.
    Il fondo di caramello è opzionale, se non si vuole scurire troppo la crema si può saltare questa fase e mettere lo zucchero tutto direttamente con il latte. In questo esperimento ho caramellato metà zucchero (50 grammi).
  3. Versare il latte di soia ed il resto dello zucchero (nel mio caso i rimanenti 50 grammi), portare ad ebollizione curando che non trabocchi, e mescolare di tanto in tanto. Il caramello si appallottola, avrà poi il tempo di sciogliersi.
    Le proporzioni originali sarebbero 280 grammi di zucchero ogni litro di latte, ma io preferisco usarne di meno, con 200 grammi per litro a mio gusto il mou viene dolce ma non stucchevole. Devo fare il calcolo, ma nel mou fatto con il latte condensato zuccherato lo zucchero dovrebbe superare i 300 grammi per litro di latte "fresco", ecco percè viene molto dolce!
  4. Passata la fase iniziale il latte comincia ad addensare e non traboccherà più lasciandolo a sobbollire scoperto.
  5. Fino a quando il latte non prende un bel colore brunito, basta una mescolatina di tanto in tanto. Nel mio caso ci è voluta un'oretta.
  6. Quando il colore inizia ad essere come quello del caffelatte conviene mescolare un po' più spesso, regolarsi a occhio è facile anche la prima volta.
  7. Quando la densità inizia ad essere collosa, provare a raffreddare qualche goccia di mou su di un piatto freddo, com si fa per le confetture.
  8. Raggiunta la densità desiderata, spegnere il fuoco ed invasare come per una normale confettura.
  9. Attenzione, cuocendo troppo potrebbe diventare granuloso.
Variazioni:
  • Per ottenerlo meno scuro basta non trasformare parte dello zucchero in caramello, e/o cuocerlo meno.
  • Per averlo meno denso basta cuocerlo meno.
  • Per caratterizzarlo basta aggiungere ingredienti solubili e cucinabili, come vaniglia, caffè, cacao amaro, rhum, marsala, ecc.
  • Per averlo meno dolce si può ridurre lo zucchero fino alla metà (100 g/lt), per i viziati sconsiglio di aumentarlo più del 50% (300 g/lt).
  • Per limitare l'apporto calorico, nonchè per ridurre l'impatto glicemico (utile a diabetici, bodybuilders, ecc.), si può sostituire fino a metà zucchero con dolcificanti adatti alla cottura (quindi niente aspartame!). Non si può eliminare completamente lo zucchero (saccarosio) altrimenti la reazione di Maillard, grazie alla quale abbiamo il "mou", faticherebbe o non avrebbe luogo.
La ricetta prevede un pizzico (un grammo?) di bicarbonato di sodio ogni mezzo litro di latte. C'è chi dice che favorisce l'imbrunimento, chi dice che serve per evitare la cagliata, altri per addensare o ancora per conservare il mou. Per scrupolo io l'ho messo, e nella crema il suo sapore non si avverte. La prossima volta proverò senza.

Spalmata su di una galletta di riso soffiato è DE-LI-ZIO-SA.
Parola di quelli che l'hanno assaggiata, anche se possono mangiare di tutto.

mercoledì 7 novembre 2007

Crema al mou, servono idee?

Non c'è dubbio che la maggior diffusione di questo tipo di crema sia in Sud America, ma per chi vuole approfondire altre varianti, in francia la chiamano "confiture de lait". E questi sono solo punti di partenza, sulla stessa lunghezza d'onda ci sono toffee, banofee, e molti altri preparati più o meno densi, più o meno grassi/zuccherini, più o meno arricchiti da saporitissimi ingredienti, ma tutti rigorosamente Mou (o Moo, come scrivono gli inglesi).

Siccome oggi è la giornata della pappa pronta :-] ecco un'indigestione di foto trovate in rete.

Per regalarlo...

Per te, così com'è, quando non ti vedono...
Per accompagnare un budino (fà più figo chiamarlo flan)...
Per variegare il gelato alla vaniglia...
Sul pane. Liscio, anzi, lisciato...
Per arricchire lo yogurt e muesli...
Per un tiramisù originale...
Per farcire bignè o profiteroles...
Per guarnire un tortino di riso...

Per farcire biscottini...

Allungata con panna o ricotta per una mousse...

Per una simpatica torta diversa dal solito...

Per farcire i baci di dama o gli alfajores...

Per gli alfajores...


Per snacks e torte più o meno naif...




Per pasticcini da guarnire a piacere (credetemi, sono straordinari con sopra solo mezzo gheriglio di noce)...