martedì 4 settembre 2007

Yogurt: meglio industriale o casalingo?

[foto dello "yogurt con pezzi di gnocca" da www.ecompratelo.it]

Una sera alla TV nazionale hanno detto che è meglio comperare lo yogurt industriale invece che farselo in casa.


Un'altra serata sullo stesso canale un altro professore universitario ha detto che siccome presto dovremo dare da mangiare a 8 miliardi di persone, è indispensabile che passiamo tutti alle colture transgeniche (OGM).

Una volta potrei essere stato d'accordo. Poi ho fatto l'errore di assaggiare un pomodoro “di casa” a fianco di uno “industriale”. Il secondo a confronto era scialbo come un cetriolo... ma mettendoci sale, pepe, olio, aceto, basilico, è diventato mangiabile.

Un altro giorno ho fatto l'errore di assaggiare un pollo “di casa” a fianco di uno “industriale”. Il secondo a confronto sembrava cartone... ma mettendoci una pentola di brodo, sale, pepe, olio, peperoni, pomodoro è diventato mangiabile.

Quindi ho fatto l'errore di assaggiare uno yogurt di cui fanno molta pubblicità che ha frutta, cereali (e aromi, edulcoranti, addensanti, conservanti, ecc.) a fianco di quello che faccio io senza aggiungerci niente.

Adesso lo yogurt me lo faccio, e se posso non torno più indietro. E i pomodori di casa li mangio da soli appena colti dalla pianta, sono buonissimi senza aggiungerci niente. Spero che non diventino illegali, visto che già lo sono per i ristoranti (non possono usare ortaggi o altri prodotti "di casa").

Comunque su un aspetto la trasmissione TV secondo me aveva ragione: l'igiene.

Per farsi lo yogurt bisogna stare molto attenti all'igiene, gli strumenti usati devono essere tutti accuratamente puliti, meglio ancora se sterilizzati.

Il problema è lo stesso di quello delle uova. Le uova di casa sono molto più buone e salutari, salvo adottare alcune precauzioni igeniche per evitare il rischio di contrarre la salmonella: ogni volta che si maneggia il guscio di un uovo, specie quelli di casa, poi bisogna subito lavarsi bene le mani.

Una volta un amico pasticciere mi ha detto in confidenza:
“Uova fresche? Io uso solo uova in polvere: mi costano meno, si conservano meglio, e poi non vado a rischiare di chiudere l'attività perché un cliente si è preso la salmonella, magari chissà dove. Se quello dice che gli è venuto il mal di pancia dopo che ha mangiato il mio cestino alla crema, quelli vengono a controllare da me e mi fanno chiudere perché uso uova fresche. Sai, la maggior parte dei clienti è abituata ai prodotti da forno industriali e non si accorgerebbe della differenza se invece delle uova fresche uso le uova in polvere addizionate degli aromi adatti.”
Evidentemente aveva visto giusto, visto che l'auto più piccola che ha in casa è una BMW X5, la usa la moglie per accompagnare il figlio a scuola, che dista 500 metri.

Nota che parlava di “uova fresche”, quindi industriali, non certo di “uova di casa”. Se devo comunque lavarmi le mani anche con le uova industriali, tanto vale che lo faccio per quelle di casa.

Bene, da quella volta io, che sono attento al sapore di quello che mangio, mi procuro le uova “di casa” tutte le volte che posso.

Infine non posso fare a meno di notare che i ristoranti, per legge, non possono usare “uova di casa”, mentre gli agriturismi, sempre per legge, dovrebbero usare SOLO “uova di casa”.

2 commenti:

lenny ha detto...

Ho scoperto oggi il tuo blog e volevo complimentarmi con te per per la filosofia che lo sostiene e per il lavoro di approfondimento che svolgi: in particolare trovo pregevole lo studio sullo yogurt autoprodotto (ne sono una grande estimatrice). In gamba!!!

Piero ha detto...

Ciao Lenny, grazie del complimento, fa molto piacere sapere che si può essere utili ad altri.
Se come immagino sei Milena, anch'io ho cominciato a leggerti da poco. Ricevere un complimento da te è un grande onore. Delle tue preparazioni ho avuto modo di apprezzare creatività e bravura, ho già in lista di provarne qualcuna che sia alla mia portata.
A presto, Piero.