L'argomento continua da qui e qui. Sinceramente non volevo più parlarne, non mi interessa e mi diverte ancora meno. Però mi ci sono imbattuto ancora al supermercato IperFamila e in rete, e devo dire che sto cambiando atteggiamento nei confronti di Barilla.
Prima ero un consumatore contrariato per come mi sono sentito “manovrato”. Quella volta è toccata ad Alixir, ma ci sarebbero altri casi molto più eclatanti degni di maggior attenzione. Ora più che contrariato sono dispiaciuto per Barilla, a cui auguro di rientrare dall'investimento, ma più passa il tempo e più mi rimane la sensazione che si sia fidata delle persone sbagliate.
La campagna di Alixir è stata un successo per i pubblicitari, cercando in rete sono gli unici che se ne sono vantati. Ne hanno ben d'onde, visto che secondo me sono gli unici che hanno monetizzato con certezza. Mi hanno ricordato quelli che vendono i sistemi per vincere alle lotterie: oltre allo Stato sono gli unici a guadagnarci, la maggior parte dei clienti/giocatori ci perde soltanto.
Ma forse mi sbaglio, Barilla potrebbe aver pagato chi gli vende consigli di “concetto e marketing” con una percentuale sulle vendite dopo aver coperto i costi di produzione, naturalmente applicando una penale in caso di insuccesso. Più bravo è chi ti consiglia come vendere, più mi sembra importante cautelarsi affinchè non lui si venda troppo bene ;-)
Credevo di essere il solo criticone, poi ho cercato in rete e ho trovato altri segnali:
- Albanesi ne ha parlato di recente qui, non c'è data ma dal feed RSS l'articolo risulta pubblicato il 20/11/2007 alle 19:49. Si sa, Albanesi è critico, diretto, schietto (e quindi criticato!), ma quando lo ritiene giusto non manca di elogiare qualcosa. Questa volta no.
- Secondo kelablu (29/11/2007) Alixir costa come una manovra economica e ha lo stesso indice di gradimento.
- Alessandro Longo (20/11/2007) mi ha fatto ricordare che troppo spesso i giornalisti sono costretti al vassallaggio per portare a casa la pagnotta (come sosteneva anche il grande Veronelli).
Non posso fare a meno di notare che nei miei post i commenti in difesa di Alixir sono quasi tutti completamente anonimi. Per chi li legge non gioca certo a favore del prodotto.
C'è stato persino un anonimo che ha dedicato del tempo per una "precisazione dovuta": secondo lui la confezione sarebbe da 400 grammi e non 200, e quindi io avrei "erroneamente" raddoppiato il costo al chilo (20 Euro): ma hai guardato le foto? Comunque oltre che online anche all'IperFamila costa 20 Euro al chilo (v. foto, come al solito clicca per ingrandire).E che dire dell'altro anonimo, quello che mi ha accusato di essere un “pseudo-consumatore critico da 4 soldi”? Peccato che lui non ci abbia spiegato bene come si fa ad ottenere il bollino blu di “consumatore critico DOC”.
I prodotti salutistici si autoconfinano in una nicchia. Invece di salutistici, ci sarebbe un gran bisogno di prodotti *salutari*, specie per chi non riesce a farseli in casa. E per gli altri, se caratteristiche e prezzo di un prodotto sono vantaggiosi non vedo motivo per farselo in casa.
Ecco i miei suggerimenti, questi sì, da 4 soldi. Il packaging di Alixir è effettivamente bello, anche se preferirei che non mi nascondesse l'interno. Spero che, se non anche il prezzo, Barilla riveda almeno qualche ingrediente. Così forse diffonderebbe maggiormente il prodotto fra chi legge le etichette, attività cui suppongo siano dediti i salutisti. Inoltre credo che i salutisti gradirebbero molto ingredienti BIO. Anche una garanzia OGM-free farebbe una bella impressione a molta gente.A proposito di rapporto qualità/prezzo, questa primavera online qualcuno vendeva a 19,30 Euro la colomba da 750 g della Pasticceria Tomasi, membro dell'Accademia dei Maestri Pasticceri Italiani (un saluto al Maestro Gianni e un abbraccio a Roberto!), li trovi anche su La Stampa, che ci offre dolci semplicemente sublimi. Spero anche quest'anno di gustare il Nadalin di Gianni, Lo fa solo poco prima di Natale. Per fare un Nadalin ci vuole una settimana, con il costante controllo del Maestro Pasticcere. Vi assicuro che a qualsiasi punto della lavorazione se Gianni non ne è completamente soddisfatto butta tutto e riparte.
Sempre del giro dell'Accademia Maestri Pasticceri, quest'anno vorrei gustare anche una Bressana (da non confondere con la torta Bresciana, tutt'altra cosa!) e le altre prelibatezze di Ferracina.
Non riuscirò a fare il giro degli altri Maestri Pasticceri, peccato, non si può avere tutto :-)






