domenica 4 maggio 2008

Yogurt mono-ceppo fatto in casa: Yakult (Lactobacillus Casei ceppo Shirota)

Continuo da qui l'argomento yogurt mono-ceppo.

Il Dott. Minoru Shirota già negli anni '30 aveva visto giusto: se lo yogurt fa bene, con i lactobacilli in grado di arrivare all'intestino fa ancora meglio. Le stesse conclusioni cui sono arrivato io quando ancora non sapevo dell'esistenza di Yakult. L'inizio è promettente, andiamo avanti. E poi Yakult deve essere sexy, su Flickr ci sono un sacco di foto da tutto il mondo!

Yakult non è uno yogurt, è una bevanda sufficientemente gradevole con cui assumere preziosi lactobacilli. In questo senso l'affinità con il mio pensiero è notevole, io però oltre a fornire batteri desidero che lo yogurt (o bevanda che sia, ma potendo è meglio yogurt) costituisca anche un alimento valido qualitativamente (buon sapore senza aromi artificiali) e nutrizionalmente (deve essere denso e quindi saziare, ovviamente con poche calorie, apportando utili elementi nutritivi oltre ai batteri), infine deve essere compatibile con eventuali intolleranze alimentari (es. intolleranze a latte vaccino o lattosio).

Yakult costa almeno il triplo del normale yogurt (circa 9 Euro al litro - 3,99 Euro per 7 bottigliette da 65 ml ciascuna). Secondo me, considerati gli ingredienti, sul prezzo incombono eccessivamente il brevetto e la politica di mercato pseudo-monopolistica guadagnata grazie all'uso occulato degli strumenti mediatici. In parole povere, credo che il prodotto sia ingiustificatamente caro, ma per chi ha più soldi che... “tempo”, va bene così. Più o meno come quello che penso di Alixir.

Yakult contiene "aromi", che appaiono senza ulteriore specifica e quindi sono da considerare "artificiali". Yakult contiene latte, e quindi anche lattosio, a cui è intollerante buona parte della popolazione.

Lo Yakult si comincia a trovare nei supermercati nella mia zona, cosa che mi ha convinto a provarlo... a modo mio, ovviamente. Farsi Yakult in casa costa poco di più del prezzo del latte utilizzato, per cui ho deciso di sperimentare.

Ecco un confronto fra Yakult originale e il mio yogurt senza lattosio (innescato solo la prima volta con Yakult originale):

  • Ingredienti, oltre al L. Casei Shirota:
    • Yakult originale: acqua, latte scremato, sciroppo di glucosio e fruttosio, zucchero, aromi.
    • Yakult senza lattosio by Ovosodo: Latte senza lattosio.
  • Calorie per 100 ml:
    • Yakult originale: 74,4 Kcal (alla faccia di acqua e latte scremato!).
    • Yakult senza lattosio by Ovosodo: 46 Kcal (Latte Mila Parzialmente Scremato Senza Lattosio).
  • Caratteristiche organolettiche (valutazioni personali):
    • Yakult originale: sapore "finto" all'arancio;
    • Yakult senza lattosio by Ovosodo: sapore di yogurt; dolcezza, acidità e densità dipendono da quanto viene prolungata la fermentazione;
  • Quantità di batteri:
    • Yakult originale: 10 miliardi di L. Casei Shirota per 100 ml.
    • Yakult senza lattosio by Ovosodo: difficile dirlo, tuttavia a 37° lo Yakult originale è liquido ed ha impiegato 48 ore per fermentare il latte, mentre il mio già dopo il primo riporto ha impiegato da 9 a 12 ore a seconda della densità desiderata; questo dovrebbe significare che nel mio yogurt la concentrazione di bacilli è maggiore, a rigor di logica teoricamente almeno quadrupla.
Ricetta:
  1. Preriscaldare il latte a 40°, io uso Mila Senza Lattosio, ma va bene il solito latte con cui fate lo yogurt.
  2. Versare 2 flaconi di Yakult direttamente nella confezione di latte. Un flacone sembra poco (la fermentazione mi ha fatto scherzi strani). A seconda del tipo di confezione, può essere necessario togliere un po' di latte prima di versarvi lo yogurt (es. Zymil), oppure “aprire le orecchie” del cartone per fare spazio all'aggiunta (es. Latte Mila Senza Lattosio).
  3. Chiudere bene ed agitare in modo da amalgamare il tutto.
  4. Fermentare a 37° per 48 ore (Yakult originale) o per 9-12 ore (yogurt di riporto). Le prime volte, specialmente se non si è certi di costanza e precisione della temperatura, controllare spesso: lo yogurt è pronto quando la superficie non è più liquida.
  5. Raffreddare lo yogurt tenendolo qualche ora a temperatura ambiente, poi conservarlo in frigo.
  6. Consumare entro qualche giorno.
Il risultato sembra lusinghiero, fra qualche settimana vedremo cosa ne pensano le... budelle.

Rimango dispiaciuto per "i consumatori" quando leggo bene fra le righe quello che dice Mauro Bonati, General Manager di Yakult Italia, che dichiara:
"L'obiettivo di Yakult è quello di perseguire anche in Italia la missione originale del fondatore, ossia di contribuire alla salute e al benessere delle persone, operando attraverso la totale focalizzazione sui probiotici e la serietà dell'approccio scientifico. La diffusione della conoscenza dei benefici dei probiotici passa attraverso la spiegazione delle funzioni del prodotto e la corretta comunicazione ai consumatori, in stretta collaborazione con i nutrizionisti e gli opinion leader della Comunità Scientifica."
Orwell era un dilettante!


E poi avete notato che il barattolino di yakult sembra più la confezione di un para-farmaco che di uno yogurt? Logico, altrimenti la gente non lo comprerebbe, visto che anche il prezzo assomiglia più a quello di un farmaco che di uno yogurt.

I food-designers fanno il loro rispettabilissimo lavoro, ma mi lasciano prevenuto. Perchè non "vivere al meglio" facendosi lo Yakult in casa? Naturalmente dopo aver verificato che valga la pena di assumere il L. Casei Shirota invece di altri ceppi ugualmente benefici e meno... brevettati.

Concludo. Sapete cos'è l'EUFIC, organismo Comunitario ufficiale governato da munifici benefattori... "senza scopo di lucro"?
European Food Information Council (EUFIC) è un'organizzazione senza fini di lucro che fornisce informazioni scientificamente corrette sulla sicurezza e la qualità alimentare, la salute e la nutrizione, ai media, ai professionisti della salute e dell'alimentazione, agli educatori e agli opinion leader, in modo comprensibile per i consumatori.
... [andate sul sito a leggere anche la parte centrale, è sconvolgente!] ...
EUFIC è cofinanziato dalla Commissione Europea e dall'industria alimentare e delle bevande europea. È diretta da un consiglio d'amministrazione eletto dalle società che ne fanno parte. Attualmente sono membri di EUFIC: Barilla, Coca-Cola HBC, Coca-Cola, DSM Nutritional Products Europe Ltd., Ferrero, Groupe Danone, Heinz, KraftFoods, Mars, McDonald's, Nestlé, PepsiCo, Procter&Gamble, Südzucker, Unilever e Yakult.
Se non ho capito male, è come se i polli stipati nelle gabbiette in batteria chiedessero al padrone dell'allevamento di occuparsi della loro salute. Il bello è che il padrone si preoccupa veramente che rimangano sane per il periodo in cui sono produttive, a suon di farmaci per non farle ammalare, eventualità che gli causerebbe ingenti perdite economiche.

Poi ho cercato con Google "Yakult" (769.000) e "polenta" (3.040.000), ma le mie perplessità non sono svanite, anzi.

35 commenti:

gianna ha detto...

Ho giusto una batteria di Yakult in frigo, acquistato per provare..oggi sperimento lo shiroti in casa.:-)

Anonimo ha detto...

Ma quanto se ne deve bere di quello fatto in casa? La confezione di yakult è così piccola.....
Carla

Piero ha detto...

Gianna una cosa che mi ha sorpreso è che nonostante la quantità notevole di batteri "vivi" dichiarati in etichetta, a pari latte il tempo di fermentazione con lo yakult originale è molto più lungo di quello con lo yakult fatto in casa (riportato), congelato o meno. Essendo un mono-ceppo, il riporto non crea dubbi sulla proporzione dei ceppi, per cui la mia conclusione empirica è che quello fatto in casa ha MOLTI più batteri vivi di quello comperato.

Carla, a me lo yogurt fatto in casa piace e un po' per epicureismo, un po' perchè altrimenti mangerei qualcosa di meno salutare, me ne faccio mediamente una o due tazze al giorno, ciascuna da un paio di etti almeno, guarnita a piacere con frutta, fiocchi, confetture, ecc.
Non accuso effetti intestinali sgraditi, ma se qualcuno mi vedrà di notte emanare una strana luce verdognola forse ridurrò le dosi :-)

jackie08 ha detto...

Ciao, sono un'affezionata consumatrice di Yakult; lo bevo da un anno con regolarità e con notevoli benefici, per questo lo consiglio volentieri ai miei amici. Ho letto con interesse le tue affermazioni su Yakult e mi hai fatto venire voglia di verificarle. Non è corretto comparare Yakult con i normali yogurt, perchè si tratta di una bevanda probiotica, quindi non ha il compito di saziare piuttosto quello di far arrivare i batteri probiotici vivi e attivi nell'intestino. Anche il prezzo andrebbe quindi comparato con prodotti analoghi (Actimel, Lc1, Fattorie Scaldasole, ecc). Forse non hai considerato che Yakult è l'unico in confezione da 7, mentre tutti gli altri sono in confezione da 6, quindi il prezzo per bottiglietta è mediamente più vantaggioso per Yakult. A parte il fatto che tutti i probiotici in commercio nei supermercati contengono latte, ti domando ma quante persone sono realmente intolleranti a queste piccole dosi di latte? Per quanto riguarda le calorie, se guardi sul retro della confezione, sono esattamente 48,4 Kcal per bottiglietta (la dose consigliata è una bottiglietta al giorno) esattamente come il tuo probiotico fatto in casa o come una mela. Ho voluto verificare anche la questione del numero di batteri e come dici tu Yakult ne dichiara 10 miliardi x 100ml (cioè 6.5 mil per bottiglietta)hai visto quanto dichiarano gli altri? Mediamente 1 miliardo per bottiglietta, quindi Yakult ne ha molti di più, sei d'accordo??? Per quanto mi riguarda mi sento molto più garantita nell'acquistare un prodotto che ha alle spalle ricerca scientifica, controlli produttivi e microbiologici, piuttosto che assumere un prodotto fatto in casa senza sapere come si conservi e quale sia la reale concentrazione batterica. Ma questi ovviamente sono gusti personali, come il gusto di Yakult che al contrario io trovo molto gradevole.

Anonimo ha detto...

Ciao, vorrei avere un'informazione.
Ho preso le capsule di acidophilus bifido, con l'intenzione di farmi lo jogort probiotico a casa. Ho fatto 2 tentativi, prima con il latte magro e poi con quello parzialmente scremato - 2 capsule per 1 litro - 12 ore nell yogurtiera. In entrambi i casi il risultato è xstato negativo, cioè non si è formato lo yogurt. Mi puoi dire dove sbaglio? Grazie

Piero ha detto...

Io uso latte parzialmente scremato senza lattosio.

Hai misurato la temperatura all'interno della yogurtiera? Ci possono essere differenze notevoli anche nello stesso modello. Io uso 37°, che è la teperatutra ideale sia per Acidophilus che per Bifido.

Io sto provando con i fermenti Solgar Acidophilo+Bifido, i risultati non sono ancora stabili. A volte ci impiega 20 ore, a volte 40. Qualche volta controllo ed il latte è ancora liquido, e poche ore dopo mi è già diventato "formaggio".

Pubblicherò gli appunti quando capirò meglio e avrò risultati più ripetibili.

Anonimo ha detto...

Allora ho comprato la yogurtiera (uguale alla tua). Vorrei fare lo yogurt con Yakult perché ne consumo un barattolino al giorno (mi fa bene effettivamente) e vorrei risparmiare un po'.
Domande:
dici di fare fermentare per 48 ore (yakult originale) o 9-12 ore (yogurt di riporto). Che significa? La yogurtiera dice che devo fare fermentare per 7-10 ore. Vanno bene?
Come si fa a sapere di ingurgitare la stessa (più o meno) quantità di fermenti? Se si parte da x miliardi di fermenti, il prodotto ne ha di più o cosa?
Grazie e scusa ma sono neofita dello yogurt fai da te.
Carla

Alessia ha detto...

interessantissimo post :), ovviamente sei linkato sul mio blog personale.

Anonimo ha detto...

Ciao, sono Tiziana, l'anomima che ti chiedeva informazioni sullo yogurt fatto con le capsule di acidophilus bifido. Grazie, questo fine settimana proverò a rifarlo, lasciandolo nella yogurtiera almeno 24 ore. Solo un dubbio, ma se apro la yogurtiera per controllare lo stato dello yogurt, faccio danni?

Piero ha detto...

@ Carla
Attualmente uso OpenWARM e non la yogurtiera che avevo comperato perchè fra estate ed inverno all'interno c'era una differenza di 10 gradi. Con OpenWARM e Acidophilus+Bifido fermento a 37 gradi con approssimazione sufficiente.
Puoi comunque fermentare a temperature diverse, tenendo conto che varierà di conseguenza il tempo necessario.
Le indicazioni della yogurtiera vanno bene se usi Thermophilus+Bulgaricus, in ogni caso le prime volte ti conviene controllare spesso e interrompere la fermentazione quando la superficie inizia ad addensare.
La densità dei fermenti non puoi saperla senza analisi microbiologica, comunque nello yogurt fatto in casa la densità è superiore a quello industriale+trasportato+conservato+ecc.
Quantità anche notevolmente superiori fin'ora non ci hanno creato problemi.

@ Tiziana
Per questi fermenti il tempo è indicativo, ti conviene controllare spesso e interrompere quando la superficie si addensa. Tieni conto che ogni tanto questo yogurt mi "impazzisce" e diventa formaggio, non ho ancora capito perchè e come evitarlo, forse rimestando ogni 4 ore...

@ Alessia
Grazie, un giorno o l'altro tenterò di addentrarmi nello scrap...

@ Tutti
Purtroppo ultimamente non ho molto tempo per il blog e i miei appunti, spero la cosa migliori in seguito.

Anonimo ha detto...

Ciao Piero e grazie per le risposte.
Se ho capito bene, la yogurtiera non garantisce la stessa temperatura d'estate e d'inverno? Pensavo fosse tarata su una certa temperatura.
Carla

Piero ha detto...

Carla, la yogurtiera che ho io è comoda ed economica, ma non ha termostato, per cui la temperatura interna varia al variare di quella esterna.

Tiziana, se apri la yogurtiera non succede niente di grave. La fermentazione dello yogurt è anaerobica, per cui l'aria non gli serve.

NOTA: Lo yogurt che ogni tanto mi "impazzisce" è quello con Acidofilo+Bifido, non lo yakult.

Anonimo ha detto...

Ciao di nuovo Piero. Scusa la testardaggine. La prima volta che impiego yakult per fare lo yogurt ci metto 48 ore per ottenerlo? e la seconda con lo yogurt di riporto 9-12?
Secondo te la yogurtiera può stare 48 ore in funzione?
Ieri sera (pronto questa mattina) ho fatto il mio primo yogurt con innesco di yogurt intero bianco biodinamico della fattoria scaldasole e mi pare riuscito. Però lo devo assaggiare. Ma il siero come si elimina senza spatasciare tutto?
Grazie, Carla

Alessia ha detto...

Dai Piero, secondo me lo scrap ti riuscirebbe benissimo :)

Anonimo ha detto...

salve questo post è interessantissimo complimenti!!per motivi didattici sto lavorando alla creaione di uno yoghurt a partire da latte di mandorla....qualcuno ci ha mai provato? io vorrei far fermentare con un microrganismo alternativo a streptococcus e ld bulgaricus...sapete aiutarmi?ho bisogno di notizie e appunti
grazie

SaLeYpePe ha detto...

Complimenti post davvero interessante
e pieno di spunti di riflessione grazie a presto

vasile-pacurar ha detto...

Anche io faccio lo yogurt in casa, ma senza yogurtiera. Adesso che fa caldo viene più rapidamente ma ho un problema.

Ho provato vari yogurt probiotici e devo dire che Lactobacilus Acidophilus (è lo stesso di LA-5?) dà buoni risultati, viene uno yogurt da bere. Però 2 volte ho ottenuto uno strano risultato facendo questi esperimenti.

Ho provato a fare lo yogurt con LC1 della Nestle ( sull’etichetta la dicitura ‘fermenti lattici vivi FRA CUI Lactobacillus johnsonii La1′ - gli altri non sono specificati, in tutto sono publicizzati come 1 miliardo di fermenti attivi)al gusto di Aloe. - non ho trovato LC1 bianco. Il risultato è stato uno yogurt viscoso, quando lo verso cola, si allunga. Non ha gusto strano, ma la consistenza fa un po’ impressione. In boca sembra di tenere una medusa. A cosa è dovuta questa cosa? Io penso sia il ceppo batterico che fermenta in modo bizarro, qualcun’altro ha provato, gli è riuscito?

Un altra volta ho provato a fare lo yogurt con un latte fermentato tipico marocchino- il Laben Chaouia - prodotto dalla Cooperlat Grugliasco col marchio Tre Valli. I ceppi in questione sono 2 streptococchi tali Lactococcus Lactis e Leuconostoc Mesenteroides. Forse uno dei 2 è riconosciuto come probiotico, ma sulla confezione non si fa riferimento a questo. Anche qui lo yogurt ottenuto era molto viscoso, si allungava e aveva un retrogusto pronunciato di mucca. Questo nel latte usato non si sentiva. Non era andato a male ma la consistenza non mi piaceva e l’ho dovuto buttare. Lo yogurt iniziale non era cosi. Ho provato per ben 2 volte con il Laben Chaouia, pensando che magari i fermenti fossero troppo vecchi/conservato male, ma sembra che la fermentazione che questi ceppi fanno sia molto diversa da quella dei batteri classici dello yogurt.

Qualcuno ha qualche suggerimento o spiegazione per queste cose?

ps: a me le confezioni con più bottigliette mi fanno impazzire - lo trovo una mossa contro chi vuole prendere solo uno o due barattolini da provare e moltiplicare a casa. Perche mai dovrei prendermi un cartone intero e spendere una cifra invece di prendere una bottiglietta? La parola d'ordine è vendere, vendere, vendere.

padmamvathi ha detto...

qualcuno ha provato con il latte di soia? io provo...speriamo bene!

padmamvathi ha detto...

ho provato ed e' andata bene, con la yogurtiera in 24h era pronto...buonissimo! :o)

Anonimo ha detto...

piero ciao
grazie per avermi indicato cose buone da fare, ma ti chiedo :
1 a quale tipo di laboratorio si porta per analizzarlo
2 si puo vendere o somministrare a terzi questo prodotto fatto da soli.....
grazie claudio

Anonimo ha detto...

dimenticavo la terza domanda :
si può congelare lo yogurt ?
ma poi mjaterialmente cosa gli succede ?
ciao claudio

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti. Premetto che faccio lo yoghurt in casa da diversi anni a partire da Activia e non ho mai avuto problemi. Ho seguito i suggerimenti di Piero e ho provato a fare lo yoghurt a partire da due flaconcini di Yakult usando termometro e thermos per vivande. Dopo 48 ho trovato lo yoghurt. L'unica perplessità è la quantità d'acqua presente nel thermos. Da un litro di latte ho ricavato circa 3 tazze da the di yoghurt e molta acqua che ho buttato via. Il sapore non era molto buono,ma somigliava moltissimo a quello dei fermenti VSL3 che tra l'altro contengono il Lactobacillus Casei non so se del ceppo Shirota. Vorrei chiedere a Piero e agli altri a cui l'operazione è riuscita che sapore aveva il loro yoghurt e se si presentava abbastanza granuloso prima di essere lavorato a cucchiaio.
A quanti fossero interessati al rafforzamento del sistema immunitario consiglio di dare un'occhiata alle tesi della dottoressa Catherine Kousmine e alle proprietà dell'olio di cumino nero, che in Italia ahimè e solo in Italia ha prezzi quasi inaccessibili. Saluti a tutti. Piero, attendo una risposta per il mio yoghurt. Ciao e buona domenica. Giuseppe

Anonimo ha detto...

Ciao, io ho assaggiato yakult e promuovo la tua idea, non fosse altro che per la quantità di zucchero che ci mettono, io evito lo zucchero bianco ogni volta che posso ed ora quando ce n'è troppo mi da la nausea, mi si 'anestetizzano' le papille. Trovo inutile zuccherarlo così tanto. Complimenti per l'idea! Giorgia

Lo ha detto...

la dietologa insiste....bisogna bere uno yakult al giorno, io controbatto ....ma possibile che non esiste alternativa? ...risposta no solo lui ha quello che ha lui....
...sarà ma quello che ha lui è solo un grande prezzo e un sapore nemmeno buono....già mi faccio lo yogurt a casa....ora yakultizzo....grazie di cuore!

gigia ha detto...

ciao! volevo ringraziarti per questo post!

ho provato e... ce l'ho fatta! è stato semplicissimo.

purtroppo non ero in casa e sono passate più di 48 ore... quindi è un po' acidino ma non c'è comunque paragone con il sapore strafinto dello yakult originale.

complimenti e ciao!

Anonimo ha detto...

Io vorrei solo invitare tutti a ragionare un attimo. Per quale motivo Yakult (come anche i prodotti concorrenti) dovrebbero limitarsi a flaconcini con contenuto così misero SE a parità di risultati potrebbero mettere in commercio dei vasetti di Yogurt da 125?
Per quale motivo Yakult è esclusivo? Non potrebbero limitarsi a fare come fa questo signore del blog che - in modo, a mio avviso, del tutto criminale - sponsorizza un fai-da-te in poche, semplici, operazioni?

Al di là dell'interesse "aziendale" che posso comprendere nel voler boicottare il fai-da-te, non si spiega perché i concorrenti non potrebbero uscirsene sul mercato semplicemente proponendo dei vasetti di probiotico da 125. Sicuramente qualunque consumatore sarebbe più invogliato a comprare una confezione da 6 vasetti canonici, magari al gusto di fragole e lampone, piuttosto che quei miseri flaconcini.

Se questo non accade, evidentemente, è perché la concentrazione di fermenti lattici deve essere quella, la concentrazione di siero deve essere quella, la concentrazione di tot. altri elementi deve essere quella.
Io non sono un chimico, ma sono pressoché sicuro che la differenza fra Yakult e gli altri probiotici, per come viene presentata, è nel fatto che i fermenti arrivano davvero VIVI nell'intestino. Quindi magari grazie alla presenza proprio di qualcuno di quegli elementi tanto bistrattati nell'articolo.

E se invece fossero vivi e fossero troppi? Stiamo parlando di colonie di batteri che poi sarebbero magari difficili da eradicare dall'intestino. E se fossero morti? Parliamo di batteri morti gettati lì nell'intestino.

Il punto è, al di là del parlare non squisitamente scientifico dovuto al fatto che non sono un chimico: pensate sia sufficiente NON avere un mal di pancia per dire che qualcosa vi sta facendo effettivamente bene/male? Magari fra 10 anni il signore scoprirà di aver creato una colonia iper resistente di mostri nel suo intestino...voi andategli dietro, mi raccomando!

Ponetevi delle domande, la più banale ve l'ho posta all'inizio: se fosse così facile gli stessi concorrenti immetterebbero nel mercato confezioni anche da 1/2 Kg dicendo: "ok, questo non solo è probiotico, ma ci potete pure fare colazione pranzo e cena".

Non fate i fessi...la salute è la cosa più seria che c'è, l'unica.

Mario

Sabrina ha detto...

ho iniziato a preparare yogurt fatto in casa solo da qualche giorno. MMi piace molto, ma, devo dire, il problema maggiore è regolarsi coi tempi di fermentazione. il prodotto appare molto denso nella parte alta della yogurtiera, molto liquido in basso. Io lo mescolo di tanto in tanto durante la fermentazione....che sia questo il mio errore? Il siero a volte si divide in modo evidente, altre no.... Qualcuno può aiutarmi?

Daniela ha detto...

salve a tutti, sono una ricercatrice microbiologa e lavoro proprio sui lactobacilli. Oltre a coltivarli in laboratorio, me li coltivo anche in casa facendo lo yogurt da più di dieci anni! Vorrei rispondere ad anonimo-Mario del 3 luglio 2011..tranquillo, non esiste una "dose" massima di lactobacilli assumibili, non sono un farmaco, può esserci una dose minima, ma massima no...male che vada, il di più esce...per la via più naturale del mondo!!! D'altra parte, la materia fecale è composta per più del 50% da batteri, quindi anche quelli "morti e gettati nell'intestino" ci restano ben poco!!!
Infine, che pericoli vuoi che si corrano a fare lo yogurt in casa? Molto più rischioso fare la crema pasticcera, che si riempie facilmente di salmonelle e stafilococchi se mal conservata (e questi si, che sono batteri ben poco amichevoli) Lo yogurt è la cosa più semplice, più sana da fare in casa, i batteri sono molto lineari nel loro comportamento: li prendi, li metti in un terreno favorevole (latte o qualsiasi soluzione che contenga i nutrienti adatti a loro)e loro crescono, si nutrono riproducendosi a dismisura. Nel caso dello yogurt, abbiamo la fortuna di trarre vantaggio dai loro metaboliti. cosa chiedere di più dalla vita?
Saluti
Daniela

marcut79 ha detto...

Ciao! Visto che in questa ricetta viene usato latte senza Lattosio, sono curioso quali zuccheri vengono fermentati dal ceppo batterico...! Ovviamente non c'è solo il lattosio nel latte, ma le quantità minime di altri zuccheri sono sufficienti per una buona fermentazione?

Anonimo ha detto...

Ciao Marcut79,
in realtà nel latte delattosato non ci sono meno zuccheri che nel latte originario, perchè il lattosio non viene "portato via", ma scisso nei suoi componenti glucosio e galattosio, per azione dell'enzima lattasi. Quindi capisci che il bilancio finale di zuccheri rimane identico, o almeno così dovrebbe essere se il latte viene trattato adeguatamente. Anzi, il glucosio risultante dalla digestione con lattasi viene utilizzato anche più rapidamente dai batteri lattici.

Daniela ha detto...

C'è una spiegazione sul "mistero" dello yogurt che dai vasetti originali di yakult ha bisogno di 48h di fermentazione, mentre da quello di riporto il tempo è più che dimezzato. Mi sono documentata sulla letteratura scientifica, e ho letto che in tutti i casi per la coltivazione in laboratorio(quindi in condizioni strettamente controllate) i ricercatori fanno una rivitalizzazione di 48h dal vasetto, poi rilanciano la coltura per ottenere tempi di duplicazione normale. Esattamente quello che capita a noi in casa, "alla cieca". Perchè? Evidentemente i batteri confezionati nei vasetti sono in fase stazionaria, cioè quasi in quiescenza, come dire...sulla via della pensione. Per riattivarsi, hanno bisogno del passaggio in un terreno fresco, come il nostro latte intiepidito. Quando noi riprepariamo lo yogurt dal nostro vasetto fatto in casa, invece, abbiamo i nostri batteri giovani e belli attivi.
Spero di non essere stata pesante...
Daniela

Enrico ha detto...

a, se apri la yogurtiera non succede niente di grave. La fermentazione dello yogurt è anaerobica, per cui per le proteine vengono scisse e anche chiedo ai più esperti anche l igf 1 o ormone della crescita ?qualcuno ha provato a usare lo yogurt Greco.... Io si risultati spettacolari!

Anonimo ha detto...

Daniela non sei stata affatto pesante, anzi leggerei commenti di persone competenti in materia per ore... io consumavo yogurt più per piacere che per i benefici perchè sostanzialmente godevo di buona salute nonostante un problema di reflusso gastroesofageo che andava e veniva, nel 2015 ho cominciato ad avere dolori al fianco destro sotto il fegato molto invalidanti accompagnati da nausea stitichezza e giramenti di testa che erano molto invalidanti perchè quotidiani...dopo aver provato ogni sorta di rimedio e dopo aver fatto infiniti esami che non evidenziavano nulla di particolare mi è stata diagnosticata la sindrome del colon irritabile. Ho passato mesi in cui stavo malissimo e a fatica riuscivo a fare le mie attività quotidiane e il reflusso era esploso in maniera dirompente. A fine 2015 la svolta, leggo delle innumerevoli proprietà dei grani di autoprodotto in casa (non quello del supermercato che non è nemmeno paragonabile) e comincio a produrlo... comincio con quello delle bustine acquistate nei negozi bio e mi sento subito meglio e proseguo alternandolo a quello dei grani acquistati in rete e il benessere prende il sopravvento. Ad un anno di distanza mi è passato il dolore e non soffro più di nessun disturbo, il reflusso (che avevo da 10 anni) mi è s-p-a-r-i-t-o e la sindrome del colon irritabile un ricordo. Ho notato anche alcune differenze rispetto a prima, le ferite mi si rimarginano prima e le gengive mi sanguinano solo più sporadicamente anzichè ogni volta che passo il filo interdentale... Ieri ho provato a fermentare yakult e activia in una yogurtiera, perchè visti i benefici eccezionali che ho ottenuto col kefir sono curioso di sperimentare fermenti nuovi. A distanza di 10 ore activia ha già prodotto moltissimo siero nel barattolo e lo yogurt sembra formato, yakult invece è inerte (ma leggo che ci vogliono 48 ore)...che dire.. ho un po' paura a modificare l'assetto dei probiotici che assumo ogni giorno col kefir perchè lo spettro di ritornare a quell'infernale 2015 e ai suoi dolori quotidiani mi spaventa un po'...ma voglio sperimentare !

Anonimo ha detto...

scusate non ho riletto il commento prima di postarlo ... quando scrivo "dei grani di autoprodotto" intendo ovviamente KEFIR !:)

Anonimo ha detto...

Salve, ha poi provato a sostituire il Kefir con i probiotici commerciali (riprodotti in casa)? Sono ricomparsi i problemi?